“Il nostro animo è preso da una profonda amarezza dinnanzi allo spettacolo smisuratamente triste di numerosissimi lavoratori di molti Paesi e di interi Continenti, ai quali viene corrisposto un salario che costringe essi stessi e le loro famiglie a condizioni di vita infraumane.(…) Riteniamo perciò nostro dovere riaffermare ancora una volta che la retribuzione del lavoro, come non può essere interamente abbandonata alle leggi di mercato, così non può essere fissata arbitrariamente; va invece determinata secondo giustizia ed equità.” Brano tratto dall’enciclica MATER ET MAGISTRA di Giovanni XXIII L’enciclica MATER ET MAGISTRA di Papa Giovanni XXIII resta tutt’ora una delle voci più alte, più nobili e più profondamente coinvolgenti levatesi, in questo nostro tempo, a difesa della giustizia sociale e della dignità del lavoro. Sembra allora che Giovanni XXIII, facendosi interprete del nuovo pensiero e del nuovo corso della Chiesa, Madre e Maestra di verità e di amore in tempi di mutamenti sociali radicali e spesso imprevedibili, riveli in questa enciclica tutta la sua attenzione (quasi di padre amorevole) per i bisogni dei più poveri, dei più umili e dei più indifesi e voglia, in un certo senso, indicare le vie di un dignitoso riscatto dalla povertà e di una…